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lunedì 5 novembre 2012

NEWS CRA di Bologna

::News 

Mieli uniflorali d'Italia: tutte le schedeOriginariamente presenti sul vecchio dominio apicoltura.org e recentemente recuperate, le Schede di caratterizzazione dei mieli italiani raccolgono i risultati di 15 anni di lavoro di reperimento di campioni di miele e di migliaia di analisi chimico-fisiche, palinologiche e organolettiche: un'ingente mole di dati che, integrati con le conoscenze precedentemente acquisite, ha permesso di giungere a risultati applicabili in molteplici ambiti.
Clicca qui
Cos'è la melissopalinologia?Parte il 5 novembre, presso la sede bolognese del CRA-API, un corso di introduzione alla melissopalinologia, la scienza che studia il contenuto di pollini nel miele. Il corso, a numero chiuso, durerà quattro giorni.Clicca qui

Peste americana, la profilassiQuando agire contro la peste americana, la più diffusa tra le malattie infettive delle api? Quali sono le migliori tecniche di monitoraggio e risanamento degli alveari colpiti? In download i risultati di una ricerca originale del CRA-API che con la Regione Emilia-Romagna, sta definendo le linee guida e i protocolli di intervento contro questa malattia batterica.Clicca qui

Etichette del miele e di altri prodotti dell'alveare: la guida
E' scaricabile gratuitamente la guida sull’etichettatura del miele e di altri prodotti dell’alveare per il consumo diretto.
Clicca qui


COLOSS, a Palermo l'ultimo incontro
Organizzato dal CRA, dal 5 al 9 Novembre si svolgerà a Palermo l'ultimo workshop del gruppo "Diversity and vitality" della rete scientifica internazionale COLOSS (Prevention of honey bee colony losses). Il gruppo di lavoro ha indagato in questi anni l'impatto delle interazioni genotipo-ambiente sulla capacità delle api di resistere ai fattori di stress e ha contribuito al progetto BEEBOOK, che raccoglierà tutte le metodologie sperimentali impiegate nella ricerca apistica.Clicca qui

 
Polline o non polline? I dubbi europei sull'etichetta del mieleIl polline è parte integrante del miele. Lo propone la Commissione europea per escluderlo dalla lista degli ingredienti in etichetta. Si tratta dell'ultimo capitolo di una discussione che ha avuto una svolta nel 2011, quando la Corte europea di giustizia ha qualificato il polline come ingrediente da mettere in etichetta. Ora la Commissione europea propone una modifica: il polline è una componente naturale del miele, perché giunge all’alveare indipendentemente dall’intervento dell’apicoltore.
Fonte: Europarlamento24

Un miele blu industrialeL'articolo, sbagliando, scomoda Einstein. Ma il fatto rimane: ad agosto le api a Ribeauvillé in Alsazia, hanno fatto del miele scuro, tendente al verde e al blu. Anziché trovare gli zuccheri dai fiori, infatti, le api hanno raccolto gli scarti industriali di note caramelle. Un caso emblematico di come stanno cambiando gli ecosistemi.
Fonte: Corriere della sera.it

lunedì 24 settembre 2012

sabato 2 giugno 2012

SOLO REGINE VERGINI





ACCETTAZIONE DI UNA REGINA VERGINE MARCHIATA CON IL COLORE DELL'ANNO IN CORSO !!!!!


FINITORI IN PIENO SVILUPPO


TELAINO PORTA STECCHE CON UNA ACCETTAZIONE 90 %




 FINITORE CON IL PORTA STECCHE SULLA DESTRA ( PARTE ORFANA)




 FINITORE CON ESCLUDI REGINA NELLA PARTE SINISTRA



sabato 10 marzo 2012

Questionario Coloss,

Invio la richiesta del Centro Regionale di Apicoltura  di compilare il questionario allegato.
 Grazie.
 
Gentili Associazioni, e singoli apicoltori con  la presente per chiedere la vostra gentile collaborazione alla diffusione del questionario in oggetto. Il questionario Coloss, sviluppato ormai da quattro anni nell'ambito del gruppo di lavoro 1 - monitoraggio - dell'azione COST, Prevenzione delle perdite di colonie (Prevention of honey bee "COlony LOSSes"), si pone l'obiettivo di raccogliere informazioni su questa tematica attraverso uno strumento comune (il questionario appunto) utilizzato in tutti gli stati europei e non solo. In questo modo sarà possibile raccogliere le stesse informazioni in tutti gli stati rendendole cosi confrontabili ed elaborabili. Inevitabilmente il numero di domande contenute nel questionario e' limitato, ma ciò deriva dall'esperienza acquisita e non pretende di essere esaustivo di tutti i possibili fattori coinvolti nel fenomeno delle perdite di alveari.
Chiedo quindi la vostra collaborazione attraverso la pubblicazione del questionario nella vostra rivista e nel vostro sito internet, cosi da favorirne la diffusione e l'utilizzo. Il questionario potrà essere restituito via mail o fax a: segreteria.sc3@izsvenezie.it o 049 8084258 entro e non oltre il 15 giugno 2012. Le informazioni ricevute saranno poi trasmesse a Romee van der Zee (Olanda), coordinatrice del citato gruppo di lavoro, nel rispetto della normativa sulla riservatezza dei dati.

Ringraziando per l'attenzione e la collaborazione porgo cordiali saluti.
Franco Mutinelli


COLOSS Questionnaire 2012 italiano.doc
180K Esegui la scansione e scarica

sabato 18 febbraio 2012

Primo convegno annuale dell'A.I.A.A.R.


  Associazione Italiana Allevatori Api Regine italiane

                Apimell. Piacenza Expo, 4 marzo 2012. Sala C

Mattino.

La selezione in purezza: riflessione su alcune esperienze e progetti,con particolare riferimento all'esperienza dell'ACA, Austrian Carnica Association.

ore 9,30 Associazione Regionale Apicoltori Siciliani.
Recupero e selezione in purezza dell'ape siciliana: l'esperienza di Carlo Amodeo.

ore 10,00 Associazione Regionale Apicoltori Siciliani.
La selezione e l'allevamento in purezza della ape ligustica in Sicilia.

ore 10,30 Dr. Herman Pechhacker, Presidente dell'ACA, Austrian Carnica Association:
elementi di storia e la situazione attuale nei metodi, nei risultati e nelle prospettive della selezione
in purezza dell'ape carnica.

ore 12,00 Domande, riflessioni e dibattito sulla relazione di Pechhacker.

ore 12,45 Chiusura dei lavori del mattino.


Pomeriggio.

Assemblea annuale dell'AIAAR, Associazione Italiana Allevatori Api regine.

ore 14,15. O.d.g.:

1) Lettura ed approvazione del verbale della seduta precedente.
2)Presentazione del rendiconto economico consuntivo da parte del tesoriere.
3)Modifiche dello statuto per il necessario adeguamento alla normativa vigente.
4)Rendiconto dell'attività svolta da parte del Presidente, e prospettive.
5)Rapporto con l'Albo Nazionale Allevatori Api Regine.
6)Breve relazione sulla partecipazione al convegno dell'ANERCEA, Associazione Nazionale Allevatori Api
Regine francese: un'esperienza e un modello di organizzazione sul quale riflettere.
7)Fenomeno delle celle reali che "imputridiscono": è il caso di organizzare un sistema di rilevazione ed
analisi, coinvolgendo istituti come il CRAApi, gli zooprofilattici, ecc.?
8)Proposta di anticipare a fine settembre l'elezione dei nuovi organi dirigenti, affinché la nuova dirigenza
abbia la possibilità di programmare il lavoro autunno-inverno per il prossimo anno.
9)Primi elementi di riflessione su una scuola di selezione ed allevamento in purezza della ligustica, da
realizzarsi al momento in via assolutamente sperimentale con le competenze già presenti in Associazione.
10)Primi elementi di riflessione sulla costituzione di un comitato scientifico di riferimento dell'Associazione,
con la programmazione di una giornata annuale di incontro con gli iscritti.
11)Primi elementi di riflessione sulla possibilità di programmi di selezione condivisi e nella cornice
dell'Associazione, approvati anche se non gestiti direttamente da essa, e collaterali all'attività dell'albo.
12)La vita economica dell'Associazione.
13)Il Consiglio Direttivo fino ai primi di settembre riduce la sua attività alla normale amministrazione.

ore 16,30 Chiusura dei lavori.



venerdì 17 febbraio 2012

Comitato tecnico di coordinamento per l’anagrafe apistica



Acquisizione della designazione di quattro rappresentanti delle Regioni e Province autonome di Trento e Bolzano in seno al Comitato tecnico di coordinamento per l’anagrafe apistica, di cui all’articolo 9 del decreto ministeriale 4 dicembre 2009. (SALUTE) Acquisizione della designazione ai sensi dell'articolo 2, comma 1, lettera d), del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281.
Rep. n. 3/CSR del 19 gennaio 2012
LA CONFERENZA PERMANENTE PER I RAPPORTI TRA LO STATO, LE REGIONI E LE PROVINCE AUTONOME DI TRENTO E BOLZANO
Nella odierna seduta del 19 gennaio 2012:
VISTO l’articolo 2, comma 1, lett. d) del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281;
VISTO il decreto ministeriale 4 dicembre 2009 recante “Disposizioni per l’anagrafe apistica nazionale” il quale all’articolo 9 prevede che, con decreto del Ministro della salute, di concerto con il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali, è istituito un comitato tecnico di coordinamento composto, tra gli altri, da quattro rappresentanti delle Regioni e Province autonome di Trento e Bolzano designati da questa Conferenza;
VISTA la lettera in data 1 luglio 2011 con la quale il Ministero della salute, in attuazione della predetta disposizione, ha chiesto di acquisire le designazioni di quattro rappresentanti delle Regioni e Province autonome di Trento e Bolzano in seno al Comitato tecnico di coordinamento indicato in oggetto;
VISTA la lettera in data 18 luglio 2011 con la quale tale richiesta è stata partecipata alla Conferenza delle Regioni e delle Province autonome;
VISTA la nota del 14 novembre 2011 con la quale la Conferenza delle Regioni e delle Province autonome ha proposto i nominativi ed ha trasmesso i relativi curricula:
VISTA la lettera in data 10 gennaio 2012, con la quale il Ministro della salute ha comunicato il proprio nulla osta al successivo iter del provvedimento;
ACQUISITO, nel corso dell’odierna seduta, l’assenso del Governo su detta proposta;
ACQUISISCE LE DESIGNAZIONI dei seguenti rappresentanti delle Regioni e Province autonome di Trento e Bolzano in seno al Comitato tecnico di coordinamento per l’anagrafe apistica, di cui all’articolo 9 del decreto ministeriale 4 dicembre 2009:
Dott.ssa Barbara Voltini – Regione Toscana;
Dott. Gianluigi Bressan – Regione Veneto;
Dott. Paolo Marinelli- Regione Marche;
Dott. Giorgio Piraino – Regione Calabria.
IL SEGRETARIO                                                                     
Cons. Ermenegilda Siniscalchi                        IL  PRESIDENTE
                                                                           Dott. Piero Gnudi

by statoregioni

lunedì 13 febbraio 2012

Tutti i maschi dell'ape regina


La regalità ha i suoi privilegi, anche tra gli insetti. Secondo un nuovo studio, infatti, le api regine possono scegliere la proporzione di maschi del proprio alveare. Lo afferma un gruppo di entomologi della Michigan State University a East Lansing (Usa), modificando l'attuale convinzione che la decisone fosse presa dalle api operaie in base al numero di celle grandi o piccole che costruiscono. Ogni giovane regina si procura, da molti maschi, lo sperma che le servirà per tutta la vita: man mano che depone le uova decide di fecondarle per generare api operaie, oppure di non fecondarle affinché nascano maschi. Tuttavia, lascia queste ultime solo nelle celle grandi. I ricercatori hanno verificato che, se confinate per 4 giorni in una zona dell'alveare contenente solo celle piccole, una volta libere di accedere a celle vuote di entrambe le dimensioni, le regine cercano le più grandi e, in media, depongono quasi il triplo di uova di fuco rispetto al solito.

.......LONIGO.......08 / 08 / 08

PRIMA FAMIGLIA 

ERA IL 08-08-08. QUANDO HO PORTATO A CASA LA MIA PRIMA FAMIGLIA...

IN QUESTA FOTO E' DURANTE L'INVERNO DEL 2008-2009 DOVE SONO CADUTI UNA VENTINA DI CM DI NEVE...

E CON QUESTA FAMIGLIA HO INCOMINCIATO A FARE APICOLTURA...

E NON ME NE SONO MAI PENTITO...........

SONO EMOZIONI UNICHE........

venerdì 10 febbraio 2012

VETERINARI APISTICI: FACCIAMOCI TROVARE

TRATTEGGIO
Dopo la relazione italiana alla General Assembly di Palermo la FVE, Federazione dei Veterinari Europei, interlocutrice con il parlamento di Strasburgo, ha avvertito la necessità di un riordino di settore ed ha voluto comprendere meglio ciò che sta accadendo nei vari stati. La FVE  ha chiesto dati relativi al numero dei veterinari apistici operanti in Europa, sollecitando  la costituzione di un network specialistico  per una più agile consultazione della categoria. L’auspicio è di poter indirizzare le scelte dei Paesi UE sulle in tema di apicoltura e controllo sanitario sulle patologie apistiche.
La FNOVI parteciperà  fattivamente al suo tavolo di lavoro  e vuole portare in quel consesso la voce dei veterinari italiani.
Affinché la categoria possa rispondere in maniera decisa, coerente e competente alla domanda europea ed interna, occorre che i veterinari operanti in apicoltura si facciano trovare,  dipendenti pubblici e liberi professionisti,  pronti a svolgere la professione nel settore.
Il rafforzamento del ruolo dei medici veterinari in campo apistico potrà ricondurre l’Apicoltura entro i canoni della legalità, dai quali si è discostata in modo preoccupante. L’analisi del rischio conferma  che senza i veterinari, la sanità delle api è in pericolo, così pure la salubrità degli alimenti, la salute dei consumatori e dell’ambiente.
Vi invitiamo  a rispondere alla nostra iniziativa  iscrivendovi all’apposita lista presente sul portale Veterinari Apistici – Facciamoci trovare”.
Per veder inserito il proprio nominativo nell’elenco dei medici veterinari apistici, è necessario richiedere espressamente la propria iscrizione inviando un’e-mail all’indirizzo ufficiostampa@fnovi.it fornendo i seguenti dati: cognome, nome, ordine provinciale d’iscrizione, numero d’iscrizione all’Albo, tipologia di impiego (dipendente pubblico o libero professionista), recapito telefonico ed indirizzo e-mail, l'area geografica nella quale si opera se diversa dalla provincia di iscrizione.

Fnovi Position paper sull'apicoltura


bees.jpg

La Fnovi ha inviato al Board della FVE un documento che analizza le problematiche del settore apistico che necessitano di soluzioni immediate e condivise a livello EU, in modo particolare sui farmaci utilizzati e loro residui.
Il documento è stato elaborato dal gruppo di colleghi che hanno messo a disposizione della Fnovi la loro particolare competenza nel settore, coordinati da Giuliana Bondi 
recentemente designata dal Board a far parte del selezionato gruppo di lavoro sulle api della FVE.
Articolo citato nel documento.
autore: Ufficio stampa Fnovi



lunedì 6 febbraio 2012

Associazione Italiana Allevatori Api Regine

L'associazione


L'associazione - A.I.A.A.R.
L'Associazione ha carattere tecnico-professionale, si colloca in maniera indipendente, autonoma ed unitaria per svolgere la sua attività su tutto il territorio nazionale, ponendosi come interlocutore tra la realtà produttiva e le Istituzioni della Pubblica Amministrazione.

Intende promuovere ogni iniziativa per una generale politica rivolta a salvaguardare, valorizzare e diffondere le api italiane (Ligustica e Siciliana) nella loro integrità genetica , realizzare il miglioramento selettivo e la sanità, anche mediante l'istituzione di zone di produzione sottoposte a controlli sanitari e genetici.

Collabora con gli organi scientifici di ricerca e sperimentazione della Pubblica Amministrazione operanti in apicoltura, adempiendo ove richiesto a compiti o funzioni delegati attribuiti all'Associazione da specifici provvedimenti.


http://aiaaregine.com/ 

domenica 5 febbraio 2012

La fecondazione delle regine

Le regine possono essere fecondate fino a 18 volte. La quantità di fecondazione è essenziale per la qualità della regina. Tuttavia i fuchi possono essere vettori di virus in maniera decisamente consistente. Si tratta di aspetti poco trattati, ma con discreti risvolti sugli aspetti sanitari

  La fecondazione della regina (e relativa copulazione) avviene usualmente in volo a 15-30 metri dal suolo. La regina in volo è inseguita da uno sciame di fuchi, dando luogo al caratteristico fenomeno chiamato “cometa di fuchi” in cui si verifica la copulazione. La regina copula diverse volte, mentre i fuchi, forzatamente, una sola. Il fuco agguanta la regina in posizione dorso ventrale e introduce l’endofallo direttamente nella camera del pungiglione. In questa situazione il fuco diviene paralizzato e c’è il rovesciamento dell’endofallo in conseguenza della pressione emostatica causata dai muscoli addominali.
L’eiaculazione avviene nella porzione superiore del bulbo prima del completo rovesciamento e il seme è scaricato direttamente nella vagina ed il seme nell’orifizio copulatorio in direzione dell’ovidotto. In conseguenza di successive pressioni la parte superiore del bulbo e placche chitinose si staccano dall’endofallo lasciando nella regina il cosidetto “segno di fecondazione” Questa caratteristica aiuta il flusso dello sperma dopo la copulazione, ma non ha funzionalità nello scoraggiare la fecondazione multipla.
Alla fine della copulazione il fuco precipita a terra e muore in un tempo che va da minuti a ore. La regina può copulare fino a 17/18. Il seme ricevuto si mischia all’interno della spermateca.
I ricercatori, poi, si sono chiesti quali feromoni della regina abbiano funzionalità sessuali.
Il maggior componente della secrezione mandibolare (feromone) della regina , è noto da molti anni per la sua funzione di feromone sessuale. Si tratta di un attrattivo di lungo raggio  che attira i fuchi nelle aree di congregazione. Rimaneva non chiaro se la sostanza ha altre funzioni nel comportamento di fecondazione e se altre sostanze feromonali hanno effetto come feromone sessuale.
Considerazioni: la regina è pronta ai voli di fecondazione, che durano alcuni giorni, circa una settimana dopo la sua nascita. Qualche giorno prima o dopo può far sì che vi siano significative differenze nelle sue capacità fisiche.
Si sono, di conseguenza, analizzate le registrazioni acustiche del volo delle regine di varie famiglie per determinare se la frequenza del battito delle ali può influire sulla fecondazione.
In teoria, una più alta frequenza di battito significa un volo più “forte” e di conseguenza serviranno fuchi più forti per stare in volo con la regina.
I risultati mostrano che ci sono differenti frequenze di battito fra regine di età diversa. Le regine più giovani hanno una frequenza di battito inferiore rispetto a quelle più attempate. Per cui si può pensare che la fecondazione in età avanzata avviene con fuchi particolarmente forti.
E’ stato poi valutato il ruolo del volume di seme ricevuto.
Ne risulta che le regine che hanno una sola fecondazione possiedono un profilo feromonale significativamente diverso da quello di regine che hanno fecondazione multipla.
Lo stesso avviene per ciò che riguarda interazione con le operaie, livello di vitellogenina e espressione genica a livello cerebrale (quando si dice che trombare fa bene alla salute...). Il volume di inseminazione sembra essere il fattore maggiore che determina queste differenze. E’ operativamente assai utile anche conoscere da quali distanze provengono i fuchi che fecondano. Ciò risulta evidentemente importante per molti aspetti di selezione, ma è, evidentemente, importante anche a scopo sanitario dal momento che è stato accertato che i fuchi possono infettare con virus la regina attraverso la fecondazione e ne basta uno solo fra quanti vengono con lei a contatto.
Tre apiari sono stati collocati in due vallate chiuse con opportuni accorgimenti dopo l’analisi della popolazione locale di api.
La fecondazione naturale è stata studiata.
Sembra del tutto normale per le regine essere fecondate da fuchi il cui alveare di nascita dista 7,5 km dall’alveare di nascita della regina, tuttavia i fuchi possono provenire anche da distanze minori.
Il massimo rinvenuto come distanza di fecondazione è di 15 km.
Si sono pure osservate fecondazioni incrociate tra le due vallate portando alla considerazione che è molto difficile pensare ad un completo isolamento. Ciò porta anche a pensare a quale possa essere la  portata della diffusione virale attraverso i fuchi. La durata del volo di fecondazione è un aspetto che incuriosisce i ricercatori.
Tanto più si allunga tanto più diviene rischioso, ma anche maggiori sarebbero i benefici derivanti da una fecondazione quantitativamente superiore.

Ciò porta a pensare che la regina abbia informazioni continue sul successo della sua copulazione e faccia ritorno alla famiglia appena ritiene sufficiente illivello di fecondazione.
In caso di normale presenza di fuchi, il volo nuziale dura da 10 a 30 minuti.

Instrumental Insemination of Honey Bee Queens - Susan Cobey

sabato 4 febbraio 2012

Drone sperm collecting

Besamungskanüle einführen

L'ape nera sicula (Apis mellifera siciliana) ha rischiato l'estinzione

regina sicula Un progetto regionale cercherà di convincere gli apicoltori ad allevarla.
È stato presentato a Palermo il Progetto di reintroduzione e di conservazione della sottospecie a rischio di estinzione Apis mellifera siciliana finanziato da Regione Sicilia, Assessorato Agricoltura e Foreste, e creato in collaborazione con alcuni istituti di ricerca, innanzi tutto il CRA-API di Bologna (Consiglio per la Ricerca e la Sperimentazione in Agricoltura - Unità di ricerca di apicoltura), l'Università di Palermo e Catania, l'Istituto Zooprofilattico della Sicilia, la Soat di Collesano e Slow Food.
L'ape nera siciliana o nera sicula è una razza autoctona dell'isola, discendente da un ceppo africano, molto diffusa fino agli anni '70 e poi in breve tempo quasi totalmente abbandonata a vantaggio della ligustica, anche definita ape italiana, che oggi garantisce la quasi totalità della produzione di miele siciliano.
Il progetto prevede la ricerca di nuove linee genetiche, indispensabili per combattere il problema più grave di questa razza (la consanguineità), l'istituzione di stazioni di fecondazione in luoghi isolati sull'isola e la valutazione delle prestazioni della nera sicula a paragone con la ligustica.
Gli apicoltori che la allevano hanno infatti riscontrato la quasi totale mancanza di morie in Sicilia, legate al fatto che l'ape nera sicula si è acclimatata nei secoli su un territorio caldo e difficile, approfittando delle resistenze garantite dalla sua origine africana: i dati che emergeranno dal progetto potranno stabilire se questa razza autoctona può essere competitiva con la ligustica.
L'area di reintroduzione sarà la parte nord occidentale della Sicilia dove la presenza di apicoltori professionisti che praticano nomadismo, con un possibile rischio di contaminazioni con la razza ligustica, è minore.
La speranza è che al termine del progetto, tra tre anni, gli apicoltori che l'avranno adottata siano molti di più degli attuali e il rischio di estinzione definitivamente scongiurato.
Un tempo l'ape nera veniva allevata nei bugni di ferula, alveari in legno a forma di cassa rettangolare che, con il passaggio alla ligustica, vennero sostituiti radicalmente da alveari moderni.
L'ape sicula rischiò in quegli anni la totale estinzione, evitata grazie agli studi e alle ricerche di alcuni entomologi.
Nel 2008 Slow Food realizzò un Presidio sull'ape nera sicula per sollecitare l'attenzione e lanciare l'allarme circa il rischio di estinzione di questa razza, che oggi conta otto apicoltori custodi.
Con questo progetto si spera ora di poter ampliare il numero di apicoltori disponibili ad allevare api sicule. L'area di reintroduzione della razza sarà la parte nord occidentale della Sicilia, dove la presenza di apicoltori professionisti che praticano nomadismo e in cui il possibile rischio di contaminazioni con la razza ligustica è minore.

Per maggiori informazioni su come aderire al progetto è possibile contattare direttamente il Cra-Api (con riferimento al dott. Raffaele Dall'Olio e alla dott.ssa Cecilia Costa, tel. 051 353103 e-mail raffaele.dallolio@entecra.it; cecilia.costa@entecra.it) oppure direttamente presso la Soat di Collesano (dott. Maricetta Catalano, tel. 0921 661732 soat.collesano@regione.sicilia.it).
fonte: Slow Food http://www.slowfood.it