Petizione al Ministero sul trasporto di api vive attraverso corrieri o servizio postale.

<> | | Succ. > |
---|
La conoscenza della composizione del ferormone reale è solo una prima tappa. E' necessario conoscere anche quali sono i meccanismi di diffusione all'interno dell'alveare. Molteplici possono essere le vie di trasmissione: lo scambio di nutrimento, il contatto corporale o ancora per mezzo della diffusione nell'aria dell'alveare. Quest'ultimo modo di trasmissione non è certamente l'unico poiché i composti chimici del ferormone non sonoparticolarmente volatili.
Osservando la "corte" della regina, si osserva che la maggioranza delle api toccano quest'ultima con le loro antenne. Una parte, (10%) delle "messaggere", la toccano con l'apparato boccale, con le zampe anteriori o la leccano. Uno studio molto accurato, basato su analisi chimiche e su modelli matematici, ha permesso di dimostrare che sono queste'ultime a trasmettere la maggior parte (56%) del ferormone nell'alveare. I contatti con le antenne ne trasmettono solo il 7%. Attraverso la cera ne passa solo 1%.
Si evidenzia che la quantità di ferormone mandibolare della regina disponibile è praticamente nullo dopo 30minuti; si degrada infatti come una tossina sulla cuticola delle api. Questo processo di degradazione è attivo quando le api o la regina sono vive. Su una regina morta o sulla cera, que sto ferormone resta attivo molto più a lungo.
Se vi capita di togliere una regina da una colonia, vedrete che dopo 10-15 minuti le api cambiano comportamento. I vecchi apicoltori vi diranno che le api si sentono orfane.In quel momento si osserva una eccitazione anormalenella colonia. Le api, grazie ad un sistema olfattivo perfetto, percepiscono l'assenza del ferormone reale e così sanno che la regina non è più presente. Le api riescono a percepire un quantitativo di ferormone reale pari ai 10 milionesimi della produzione giornaliera della regina.
L'ape regina produce numerosi ferormoni, ma solo quello reale, emesso dalle ghiandole mandibolari, è stato completamente identificato.
Per raggiungere questo risultato sono stati necessari non meno di 5 anni di lavoro assiduo da parte dell’équipe di M. Winston. E' infatti assai più difficde studiare un ferormone che provoca una modifica fisiologica, come il ferormone reale, di uno che provoca un mutamento nel comportamento, come il feromone di allarme.
Era innanzitutto necessario predisporre un test biologico efficace e semplice. Nel 1985,grazie anche ad un po' di fortuna l'equipe di M. Winston ha evidenziato che, deponendo degli estratti di feronnone realesu un esca di vetro posta in una scatola di vetro, le api formavano una "corte", si disponevano cioè faccia a faccia attorno ad essa come avrebbero fatto con una regina.
Questo comportamento non era mai stato osservato per i composti identificati fino a quel momento.
Grazie a questo test, essi hanno potuto valutare l'effica dei diversi estratti delle secrezioni ghiandolari e, dopo numerose esperienze, determinare quali erano le parti attive e il loro dosaggio.
E' infatti una miscela di cinque componenti ad essere attiva (vedi tabella: composizione del ferormone reale) e, benché i loro quantitativi siano molto differenti, ciascuna è essenziale.
L'assenza di una diminuisce l'effetto globale di più del 50%. Prese singolarmente, la risposta delle api è molto meno forte o addirittura inesistente.
La maggior parte dei ferormoni degli insetti derivano da acidi grassi o dal terpene (caso dell'acido decenoico).
Colore | Anno finisce con | |
---|---|---|
bianco | 1 o 6 | |
giallo | 2 o 7 | |
rosso | 3 o 8 | |
verde | 4 o 9 | |
blu | 5 o 0 |